Ferrari, la fabbrica dei campioni cambia volto. Tre nuovi talenti per sognare la F1

Altri Antonelli cercansi. Se Toto Wolff pesca in Italia con il giovane Perico, se la Red Bull mette sotto contratto baby Raikkonen, la Ferrari non sta a guardare. La sua Academy ha prodotto Leclerc e avrà in F1 anche Bearman e Camara. Ma non ci si ferma. Maranello rinnova così la sua Driver Academy: entrano Miron, Aksoy e Hanna, mentre Beganovic e Câmara salutano il vivaio. Otto giovani, dal kart alla Formula 2, inseguono il sogno di diventare i Leclerc di domani. E il brasiliano è già arrivato in Formula 1 con la Haas.

La Ferrari del futuro si costruisce anche lontano dai riflettori della Formula 1. Sulle piste dei kart, nei paddock delle formule minori, tra ragazzini che non hanno ancora la patente ma sanno già andare fortissimo. A Maranello lo sanno bene e continuano a investire nella loro fabbrica dei campioni, quella Driver Academy che negli anni ha accompagnato fino alla Formula 1 piloti come Charles Leclerc. Per il 2027 cambiano alcuni protagonisti, arrivano tre nuovi talenti e altri due salutano. Il sogno, naturalmente, resta sempre lo stesso: trovare il prossimo campione da vestire di rosso.

I nuovi arrivati sono un olandese, un turco e un colombiano. Daniel Miron, Alp Aksoy e Salim Hanna. Tre storie diverse, tre età diverse, tre modi di inseguire la stessa ambizione. Il più giovane è Miron, nato il 7 settembre 2013, dunque appena tredicenne. A quell’età molti ragazzi cercano ancora di capire che cosa vogliono fare da grandi. Lui ha già chiuso al secondo posto il Campionato Europeo OK-Junior e nel 2027 salirà nella categoria OK. Ferrari lo seguirà nella fase forse più delicata della crescita, quando il talento naturale deve cominciare a trasformarsi in metodo.

Alp Aksoy, nato a Istanbul nel 2010, è invece già passato alle monoposto. Nel 2026 si è fatto notare nella Formula 4 italiana e nella Euro4, conquistando tre vittorie tra Misano e Paul Ricard. Il prossimo passo sarà la Formula Regional europea, uno dei campionati nei quali si capisce se un pilota veloce può diventare un pilota completo.

Il terzo ingresso è quello di Salim Hanna, colombiano di Barranquilla, classe 2009. Una vittoria a Imola in Formula Regional e il biglietto per la Formula 3 del 2027.

Ma non ci sono soltanto i nuovi arrivati. La pattuglia dell’Academy comprende anche due giovanissimi che lasceranno i kart per debuttare nella Formula 4 spagnola. Noah Baglin, britannico nato nel 2012, arriva con un curriculum impressionante: campione del mondo Junior nel 2025 e campione europeo OK nel 2026. Con lui ci sarà l’italiano Filippo Sala, classe 2011, altro protagonista delle grandi competizioni internazionali del karting. Per entrambi sarà il primo confronto con macchine più pesanti, pneumatici diversi e gare nelle quali non basta essere velocissimi per vincere.

Il tricolore sarà rappresentato anche da Niccolò Maccagnani, promosso direttamente dalla Formula 4 alla Formula 3 dopo le vittorie di Misano e Mugello. Una scelta coraggiosa, perché saltare una categoria significa accorciare i tempi ma anche alzare immediatamente il livello delle difficoltà.

In F1 Academy resterà Alba Larsen, danese che nel 2026 ha conquistato i primi due podi a Zandvoort. La Ferrari le concede un’altra stagione per trasformare l’esperienza in risultati. In cima alla piramide, almeno per il momento, ci sarà invece il finlandese Tuukka Taponen. Terzo nel campionato di Formula 3 del 2026, con una vittoria e altri due podi, nel 2027 correrà in Formula 2 con ART Grand Prix. A quel punto la Formula 1 non sarà più soltanto un poster appeso in camera, ma un obiettivo da provare a raggiungere.

La Driver Academy non è però un posto dove si può restare all’infinito. Prima o poi bisogna dimostrare di essere pronti per il grande salto. Dino Beganovic e Rafael Câmara hanno concluso il loro percorso. Lo svedese rimarrà nell’orbita Ferrari come development e reserve driver, affiancando Antonio Giovinazzi. Per il brasiliano, invece, si sono spalancate le porte della Formula 1. Câmara, campione della Formula 3 nel 2025 e attuale leader della Formula 2, correrà nel 2027 con la Haas, al fianco di Oliver Bearman, altro prodotto del vivaio di Maranello. Una promozione che vale quasi quanto una vittoria per chi lavora nell’Academy: significa che il sistema funziona e che gli investimenti sui ragazzi possono trasformarsi in piloti veri.

Perché è questo il paradosso della fabbrica dei giovani ferraristi. Maranello li cresce, li forma, insegna loro a vincere, ma poi spesso deve mandarli a correre altrove. I posti sulla Ferrari di Formula 1 sono soltanto due e i ragazzi che sognano di occuparli sono molti di più.

Otto giovani cominceranno così un altro anno di scuola, tra circuiti, simulatori, ingegneri e valigie sempre pronte. Qualcuno arriverà in Formula 1, altri dovranno cercare fortuna altrove. Ma per tutti il sogno rimane quello di vedere, un giorno, il proprio nome scritto sulla fiancata di una Ferrari. Possibilmente quella grande, rossa e con il Cavallino Rampante sul muso.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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